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Festival La Comédie du Livre


Posted on maggio 30th, by Risguardi in Fiere. No Comments

Dal 7 al 9 giugno 2013 si è tenuta a Montpellier La Comédie du Livre. Il festival, organizzato congiuntamente dal Comune di Montpellier e dall’associazione dei librai Coeur de livres, e patrocinato dal Centre National du Livre, è il secondo per importanza in Francia dopo il Salon du Livre di Parigi. Ospiti d’onore di quest’anno sono state l’Algeria e le letterature contemporanee del Maghreb.

Un’occasione per francesi e algerini di incrociare gli sguardi e accorciare, attraverso la letteratura, la fredda distanza creatasi tra i due popoli dopo i tragici fatti del ’62. La presenza a Montpellier di una comunità algerina di oltre 10.000 persone ha rappresentato un’ulteriore spinta alla riuscita della manifestazione, un’occasione per tanti giovani nati in Francia di avvicinarsi alla  storia e agli scrittori della loro terra.

[pullquote align="left"]Fare i conti con i “fantasmi d’Algeria” (questo era il titolo di uno degli incontri tenutisi a Montpellier) e con quelli incrociati nella direzione opposta è stata certamente una delle principali poste in gioco della manifestazione.[/pullquote]In questo senso, la presenza di autori poco allineati come Boualem Sansal (Rue Darwin, Gallimard, 2011) e Waciny Laredj (Les fantômes de Jerusalem, Sindbad, 2012), che, al contrario di Sansal, scrive in arabo, hanno portato un contributo meno scontato a un dibattito che fa comunque fatica a rinnovarsi.

D’altronde il contesto politico all’indomani delle rivoluzioni arabe (che hanno tuttavia toccato solo marginalmente l’Algeria) ha posto una serie di interrogativi e permesso di aprire un dibattito sulle prospettive dei movimenti di contestazione e sulle difficoltà della transizione. Sul versante letterario, uno dei romanzi che meglio sembra aver colto la complessità del momento è Ouatann, della tunisina Azza Filali, che descrive il suo come un paese sull’orlo di un’esplosione. Così come, sul versante storico-filosofico, hanno suscitato grande interesse Changer l’Islam. Dictionnaire des réformateurs musulmans des origines à nos jours (Albin Michel, 2013) dell’algerino Malek Chebel (un autore edito in Italia da Argo, Mondadori e Bollati Boringhieri) e Printemps de Tunis, di Abdelwahab Meddeb, che ha tenuto una conferenza sul sufismo come antidoto contro il fanatismo e l’esclusivismo.

La presenza femminile ha contato, tra gli altri, su Maïssa Bey, cofondatrice delle edizioni Chèvrefeuilles (di Montpellier) e autrice di Puisque mon coeur est mort (L’Aube, 2010), di Leïla Sebbar (Écrivain public, Bleu autour, 2012), di Wassila Tamzali (Une femme en colère. Lettre d’Alger aux Européens désabusés, Gallimard, 2009) e della giovanissima Kaouther Adimi (L’envers des autres, Actes Sud, 2011). A parte un titolo della Tamzali (Una passione algerina, uscito per Filema), tutte queste scrittrici algerine restano inedite in Italia.

Un po’ del nostro paese era presente a Montpellier attraverso la voce di un giovane scrittore algerino che ha scelto ormai l’italiano come lingua di scrittura. Si tratta di Amara Lakhous, che, dopo il fortunato Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, ha pubblicato Divorzio all’islamica a viale Marconi, entrambi prontamente tradotti in francese e, più di recente, Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario.

[pullquote align="left"]Una sezione è stata dedicata all’editoria algerina, un settore che, grazie agli aiuti statali, sta conoscendo una stagione di rapido rilancio, anche se la stragrande maggioranza dei libri venduti nel paese sono tuttora importati.[/pullquote]Le edizioni Apic di Algeri e Media Plus di Constantine tentano di trovare il loro spazio accanto a realtà più solidamente affermate sul mercato, come le edizioni Casbah, Chihab o Barzach. Recentemente questi editori hanno aperto una loro vetrina mediatica su un portale unico. Tra i libri più venduti in Algeria, gli editori citano unanimemente Le dernier Juif de Tamentit (Barzach, 2012) di Amin Zaoui, autore di un’opera profondamente sovversiva, scritta in arabo e in francese, di cui in Italia sono usciti alcuni titoli per Argo e poi per Bollati Boringhieri e Bompiani.

Ma l’oscar delle vendite va senza dubbio al disegnatore satirico Dilem, i cui album, piuttosto critici sia con il potere religioso che con quello statale, toccano tirature record (tra i 10 e i 15 mila esemplari). Qui, una sua breve videointervista.

Ogni anno, la manifestazione ha come invitato d’onore un editore francese. Quest’anno è toccato alle edizioni Magellan Et Cie, specializzate in letteratura di viaggio. Da segnalare la loro bellissima collana “Miniatures”, che presenta i diversi paesi attraverso una selezione di racconti e i P’tits Magellans, dedicati ai lettori più piccoli e splendidamente illustrati.

Un’altra tradizione consolidata del festival di Montpellier è quella di affidare ogni anno “carte blanche” a uno scrittore che organizza un suo personale percorso all’interno degli spazi della Fiera, organizzando una serie di eventi con i suoi invitati. Quest’anno ha avuto carta bianca lo scrittore Mathias Énard. Énard, che tra l’altro insegna arabo all’Università Autonoma di Barcellona, è stato un clamoroso caso letterario in Francia con Zone (pubblicato in Italia da Rizzoli nella traduzione di Yasmina Melaouah). La sua “Comédie” ha visto la rievocazione di uno dei testi fondatori della letteratura marocchina postcoloniale, L’hôpital, di Ahmed Bouanani e, con una deviazione per la Spagna (Robert Juan-Cantavella, traduttore di Énard in lingua spagnola) e per l’America Latina (con lo scrittore colombiano Juan Gabriel Vásquez), si è conclusa con una serata sul tema del vino e dell’ebbrezza allietata dalla lettura di testi selezionati dalla letteratura araba.

Qui, un breve video su Rue des voleurs, il suo romanzo che ha per protagonista un giovane marocchino che vive “sans papiers” in Spagna, sullo sfondo delle rivoluzioni arabe nei paesi vicini.

[box title="Altre informazioni utili" color="#12a9c9"]

Sito ufficiale della Fiera

Associazione Coeur de livres

Centre National du Livre

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