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El cuenco de plata, Argentina


Posted on giugno 1st, by Risguardi in Case editrici. No Comments

L’immagine stilizzata di una ciotola in argento (el cuenco de plata) accompagnata da un’epigrafe della scrittrice e dama di corte giapponese Sei Shōnagon costituiscono il biglietto da visita di questo editore argentino, sofisticato ma anche coraggioso nelle sue scelte. Nato nel 2004 a Buenos Aires e diretto da Edgardo Russo con la collaborazione del grafico Pablo Hernández, il marchio editoriale conta oggi più di 150 titoli che formano un catalogo che privilegia la qualità e la ricerca.

L’idea è quella di rivolgersi a un lettore forte, capace di seguire l’editore nella sua ricerca e di poter così usufruire dell’intera proposta: un lettore interessato, poniamo, alla filosofia che possa però essere incuriosito da un titolo di narrativa contemporanea che gli offre una diversa chiave di lettura di uno stesso tema.

Dieci le collane attualmente attive.

Tra queste Teoría y ensayo, in cui prevalgono le opere dei più importanti esegeti francesi dell’opera lacaniana (Jean Allouch, Guy le Gafey, Jacques Le Brun), senza ignorare pensatori italiani come Remo Bodei e teorici della letteratura come Leo Bersani.

El libertino erudito ripropone l’intelligenza dissacratoria di Jonathan Swift, di Voltaire e di David Hume, accanto all’Apologia di Galileo di Campanella e a un libello del pugliese Torquato Accetto, Della dissimulazione onesta, che propugna (siamo nel 1641) una ricetta per difendersi dal pullulare dei simulatori in politica.

In Extraterritorial, Virginia Woolf convive con il Pasolini delle Passioni eretiche e della Divina mimesi, ma anche con l’acida ironia rioplatense di Copi (1939-1987) di cui l’editore sta curando la riedizione dell’opera. (La più recente edizione italiana del teatro di Copi è uscita, per Ubulibri, nel 2004, a cura di Franco Quadri. Per i romanzi e i suoi famosi fumetti bisogna risalire ancora più indietro!)

La Biblioteca Juan Filloy: questo gran vegliardo delle lettere argentine, morto ultracentenario nel 2000, è stato capace come nessuno di esplorare le possibilità ludiche del linguaggio, dalle sorprese del palindromo al puro gioco fonico, costruendo le sue storie strampalate sugli ambienti più disparati della società argentina nelle diverse tappe della sua storia. Di recente è stata tradotta in inglese Op Oloop, una sua opera degli anni ’30 che ha per protagonista uno statistico finlandese i cui dettagliati archivi mnemonici (custoditi in ogni cassetto e persino su ogni parete della sua casa) vengono messi in crisi da un banale imprevisto. Campione di nuoto, giudice, arbitro di boxe, campione internazionale di palindromi, questo eccentrico romanziere, diventato autore di culto soprattutto tra i giovani,  non è mai stato preso in considerazione dall’editoria italiana.

Nueva narrativa ci fa conoscere alcuni autori già piuttosto affermati nel panorama letterario argentino contemporaneo: da Fernanda García Lao con il suo successo Muerta de hambre (già tradotto in francese), Patricio Pron (da poco pubblicato da Guanda nella traduzione di Roberta Bovaia) e un autore molto promettente, Oliverio Coelho (argentino, nonostante l’omonimia con il più famoso guru della letteratura brasiliana) che è autore di una trilogia in cui spicca Borneo, un libro ipnotico, che riaggiorna in modo contro-utopico il clima orwelliano di 1984.

[pullquote align="left"]Ma è senza dubbio la collana Latinoamericana quella che ci riserva le sorprese più interessanti.[/pullquote] Oltre alla proposta in spagnolo dell’opera della brasiliana Clarice Lispector, sono tre autori uruguayani ad attirare l’attenzione del lettore. Di uno, Felisberto Hernández, a trent’anni dalla pubblicazione einaudiana e dall’entusiastica prefazione di Calvino, l’editore romano La Nuova Frontiera ha pubblicato una scelta di racconti nella traduzione di Francesco Lazzarato. Le altre due signore delle lettere uruguayane, Armonía Somers (1914-1994) e Marosa di Giorgio (1932-2004) sono state incluse dal critico Angel Rama nel novero degli scrittori “raros”, originali e curiosi, “eccentrici”, nel senso letterale di non poter essere ascritti a un centro d’attrazione culturale preciso.

Armonía Somers (1914-1994), una carriera in cui hanno coesistito la pedagogista insigne e la scrittrice “scandalosa”, è autrice di La mujer desnuda e degli splendidi racconti di La rebelión de la flor. Una scrittura la sua, in cui, come dice Rama “i bordi della realtà cedono parzialmente” per far posto a un assurdo che vi si integra “con naturalezza realista”.

Autrice di una vasta opera poetica e narrativa, attrice di teatro, Marosa di Giorgio era nota a Montevideo anche per i suoi recital di poesia, di cui rimangono molte testimonianze registrate. Dopo Poemas (1954), ha pubblicato diversi volumi di poesia, poi riuniti nei due tomi di Los papeles salvajes (1989-1991). I suoi racconti erotici sono invece stati raccolti nel volume postumo El gran ratón dorado, el gran ratón de lilas (2008).

Nel mondo di Marosa gli esseri più diversi, provenienti da universi animali e vegetali, si congiungono e si trasformano: funghi e lucertole e pulcini e orchidee, garofani e donne, uomini e insetti, e sessi che secernono ogni tipo di succo in boschi, in giardini, in parchi, nella semioscurità della selva. Nell’attraversare le frontiere con altri mondi, lo sguardo dell’autrice riacquista un’innocenza perduta, si dota di una nuova freschezza, vede le piccole meschinità degli uomini da un osservatorio inedito, disarmato, dal quale appaiono, se possibile, ancora più odiose. Da questi congiungimenti impossibili sorge come una percezione stra-ordinaria dell’universo, un’intuizione suprema che legge il mondo quasi involontariamente, come per un dono di veggenza.

Alla guida della casa editrice è attualmente Edgardo Russo.

Sito della casa editrice: http://www.elcuencodeplata.com.ar/





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