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New Directions, USA


Posted on giugno 8th, by Risguardi in Case editrici. No Comments

Tra le più innovative case editrici degli Stati Uniti, la newyorkese New Directions ha fatto la sua comparsa sulla scena americana nel 1936 con la pubblicazione della prima antologia ND curata da James Laughlin, allora fresco studente di Harvard.

Sulla scorta del lapidario consiglio con cui Ezra Pound aveva liquidato i suoi tentativi poetici, “finish Harvard and do something useful”, il giovane Laughlin aveva dato vita a un laboratorio di scrittura sperimentale dove gli autori potessero collaudare attraverso la pubblicazione le proprie invenzioni letterarie. Un laboratorio che, grazie alla serie di antologie degli anni Cinquanta caratterizzate dalle coloratissime copertine astratte di Alvin Lustig, farà conoscere al pubblico scrittori del calibro di Saroyan, Zukofsky, Moore, Stevens, Boyle, Schwartz, Thomas, Merton, Hawkes, Levertov, Agee, e Ferlinghetti.

Dalle prime antologie a una produzione più articolata il passo è stato breve: romanzi, opere teatrali, ma soprattutto poesia. I primi componimenti di Tennesse Williams nella raccolta Five Young American Poets, ma anche Ezra Pound e William Carlos Williams, tuttora lo “zoccolo duro” del catalogo della casa editrice.

Nata all’insegna della rivoluzione verbale, la New Directions si è andata distinguendo nel tempo per un’attenta opera di scouting, condotta sia attraverso il rilancio di autori anglofoni fuori catalogo o poco “ortodossi” (James, Forster, Firbank, Waugh, il Joyce di Stephen Hero e l’Hesse di Siddharta) sia attraverso una grande apertura alla letteratura straniera, con l’inaugurazione nel 1981 della collana New Directions Classics, portavoce oltreoceano di scrittori europei poco noti quali Eça de Queirós, Krleza, e Kosztolányi.

[pullquote align="left"]È proprio quest’attenzione per gli autori stranieri (tra gli italiani tradotti, Svevo, Landolfi, Montale e Tabucchi), spesso pubblicati in edizioni bilingue, che conferma la New Directions come un progetto all’avanguardia, in un panorama editoriale come quello statunitense tradizionalmente poco incline alle traduzioni, e la rende un partner interessante per gli editori italiani intenzionati a trovare per i propri autori uno sbocco sul mercato anglofono.[/pullquote]

Da segnalare anche la collana di narrativa breve Bibelot, volumetti agili ed economici pensati come introduzione ai grandi autori del Novecento, attraverso i quali la casa editrice ha riproposto alcune “chicche” del ricco catalogo, dal Miller di A Devil in Paradise alle poesie di Pound e Williams. A queste si sono aggiunte alcune riedizioni di classici curati da noti scrittori contemporanei, tra cui Un tram che si chiama desiderio e La gatta sul tetto che scotta di Tennesse Williams, con la prefazione rispettivamente di Arthur Miller ed Edward Albee. Attenta opera di repêchage letterario che può riservare qualche interessante sorpresa anche per l’editore italiano in cerca di classici poco noti da proporre ai lettori.

La New Directions è stata premiata nel 1977 con il Carey Thomas Award per essersi distinta nella pubblicazione di poesia e prosa sperimentale. Tra i numerosi riconoscimenti conferiti al fondatore James Laughlin, scomparso nel 1997, l’American Academy and Institute Award for Distinguished Service to the Arts, l’Annual P.E.N. Publisher Citation e la National Arts Club Medal of Honor for Literature. Diversi anche gli autori in catalogo la cui opera è stata giudicata particolarmente meritevole, dai traduttori Ralph Manheim (MacArthur Foundation Fellowship) e Breon Mitchell (American Translators Association Prize for German Literary Translations) agli scrittori Octavio Paz e Kamau Brathwaite (Neustadt International Prize for Literature).

La New Directions pubblica circa 30 titoli all’anno. Alla guida della casa editrice è attualmente Barbara Epler.

Sito della casa editrice: http://ndbooks.com/

NOVITÀ DEL 2013

Come nella migliore tradizione, i titoli in uscita nel 2013 offrono ampio spazio agli autori stranieri: dagli argentini  Borges e Aira agli ungheresi Krasznahorkai e Bodor, passando per lo svizzero Walser, il libanese Jaber, il russo Tsypkin e i francesi Queneau e Sarrazin, quest’ultima con prefazione di Patti Smith. Grande spazio anche alla poesia sperimentale americana con le voci delle poetesse Berssenbrugge, Legris, Howe, Mayer e Davis, pubblicate nella nuova collana Poetry Pamphlets, che rinverdisce i fasti dei Poet of the Month e Poets of the Year pubblicati da Laughlin negli anni Quaranta.





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