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FLIP, Fiera di Paraty, Brasile


Posted on agosto 26th, by Risguardi in Fiere. No Comments

Dal 3 al 7 luglio 2013 la suggestiva cittadina di Paraty è stata teatro della undicesima edizione della FLIP (Festa Internacional Literária de Paraty), diventata ormai la più importante manifestazione letteraria del Brasile. Il centro storico della cittadina possiede alcune belle testimonianze del periodo coloniale, un selciato di pietre irregolari, che di fatto obbliga a camminare guardandosi i piedi, e si affaccia su una baia da cartolina disseminata di isole. Nonostante il gran numero di pousadas che offrono ospitalità ai turisti delle lettere, la distanza dai grandi centri urbani e il moltiplicarsi, durante i giorni del festival, di una popolazione in cui si mischiano addetti ai lavori, agiati carioca con smanie letterarie e gitanti della domenica, porta a un’impennata dei prezzi che di certo non favorisce la partecipazione dei più giovani.

Il principale finanziatore della Festa è il Ministero della Cultura, insieme alla Municipalità di Rio de Janeiro e all’associazione Casa Azul, un organismo locale nato negli anni 90 con un ambizioso progetto di riqualificazione degli spazi pubblici cittadini. Partner importanti dal punto di vista economico sono alcune banche (Itaú Unibanco, BNDES), oltre a grandi imprese brasiliane (Embratel, CFPL Energia, Petrobras, Eletrobras) e a fondazioni culturali (Fundação Roberto Marinho, Instituto C&A).

Questa edizione è stata preceduta da una tre giorni di dibattiti sul tema della traduzione (“A traduzibilidade das artes” era il titolo) organizzata dalla Universidade Federal Fluminense di Rio (UFF) e dalla Fundação Biblioteca Nacional, un ente massicciamente impegnato, anche attraverso un cospicuo intervento economico, nel sostenere la diffusione della letteratura brasiliana all’estero. Entrambi questi soggetti sono in trattative con la municipalità di Paraty perché un palazzo storico della cittadina, recentemente recuperato, divenga la sede di una Casa del Traduttore sul modello di quelle europee. Il fatto stesso che due traduttori stranieri fossero invitati ai lavori — oltre a Vincenzo Barca, co-fondatore di Risguardi, il collega francese Dominique Nédellec — è prova dell’attenzione rivolta al mondo della traduzione per far conoscere il Brasile attraverso i suoi autori, classici e soprattutto contemporanei.

Una programmazione serrata e la convivenza con autori, editori e ricercatori hanno reso le giornate molto utili per conoscersi, scambiare impressioni, mettere a confronto il funzionamento dei rispettivi mercati editoriali, visti da operatori così diversi, e anche per immaginare progetti. L’evento ha avuto inoltre il sostegno del consolato generale tedesco e di quello francese a Rio de Janeiro. Due paesi europei, la Germania e la Francia che quindi, nonostante la crisi, riescono a investire in cultura.

Ben diverso il discorso che riguarda la FLIP vera e propria. Come accade in questo tipo di manifestazioni “oceaniche”, non c’è bussola in grado di orientare anche il lettore più avvertito in mezzo alla miriade di eventi che si svolgono, più o meno in contemporanea, in posti diversi, sia nel borgo storico che nel grande tendone appositamente montato oltre il ponte sul fiume Perequê-Açu, dove sono ormeggiate le imbarcazioni dei pescatori e quelle che nella buona stagione propongono le escursioni alle tante isolette della baia.

Molto ricercati, e quasi sempre introvabili, i biglietti per gli eventi della programmazione principale, quella con le star dei circuiti internazionali. Cancellato l’incontro con Michel Houellebecq (è la seconda volta che lo scrittore francese dà forfait all’ultimo minuto), l’onore delle copertine, per così dire, è andato all’italiano Roberto Calasso (“La vita moderna in Kafka e Baudelaire”), all’irlandese John Banville (“I limiti della prosa”), all’inglese Geoff Dyer (“L’arte del saggio”), al bosniaco naturalizzato statunitense Aleksandar Hemon (autore de Il progetto Lazarus, edito in Italia da Einaudi nella traduzione di Maurizia Balmelli) e alla giovane Lila Azam Zanganeh — figlia di iraniani, studi a Parigi all’École Normale, un trasferimento a New York dove insegna letteratura ad Harvard, un pluripremiato saggio-romanzo su Nabokov: Un incantevole sogno di felicità: Nabokov, le farfalle e la gioia di vivere, edito in Italia da L’Ancora del Mediterraneo nella traduzione di Stefania Rega — che, in un portoghese quasi esente da errori (“scusate, è solo la mia sesta lingua!”), ha parlato con adeguato entusiasmo del “piacere del testo”.

Tra i brasiliani, oltre a due monumenti viventi del pop brasiliano (Gilberto Gil e Maria Bethânia), alcuni scrittori tra i più affermati — Milton Hatoum, che ha partecipato al dibattito su Graciliano Ramos, autore a cui quest’anno la Festa era dedicata e Daniel Galera, super acclamato e ormai supertradotto in Europa — si sono divisi la scena con autori emergenti, tra i quali colpiva, con le sue incalzanti e appassionate riflessioni, Paulo Scott (Porto Alegre, 1966) che, nel suo O habitante irreal, ha scelto di rimettere al centro della scena l’indio brasiliano, un elemento del panorama antropologico e sociale di questo enorme paese piuttosto dimenticato dalla letteratura, dai tempi di Darcy Ribeiro e di Antonio Callado. La situazione di marginalità sociale degli indios, che anche nel centro di Paraty vendevano piccoli lavori artigianali, abbigliati con tanto di penne e gonnellini d’ordinanza, presa a esempio di una delle tante contraddizioni che, proprio prima e durante i giorni della Festa, esplodevano a Rio e in altre parti del paese con cortei di dimensioni impressionanti e inevitabili scontri.

Un corteo di protesta, al quale sul fiume ha fatto eco una manifestazione di barche, ha sfilato per le strade della cittadina, con striscioni e parole d’ordine che mettevano in primo piano la disoccupazione, la sicurezza (32 omicidi nella sola Paraty dall’inizio del 2013) e le diseguaglianze sociali. Stridente il contrasto, anche visivo, tra i manifestanti (pescatori, barcaioli, giovani disoccupati) e la platea più o meno chic dei frequentatori del festival, sempre intenta a guardarsi le scarpe. L’ondata di proteste sviluppatasi nel paese proprio a ridosso della FLIP ha indotto gli organizzatori a includere nella serie di manifestazioni alcune tavole rotonde dedicate a temi di attualità: “Raccontare la strada” e “Il popolo e il potere in Brasile” sono stati due fra i dibattiti più seguiti sia dal pubblico della Tenda degli Autori sia attraverso il maxischermo che ritrasmetteva gran parte degli incontri.

Impossibile rendere conto dell’infinita serie di grandi e piccoli eventi che hanno fatto da corollario alla manifestazione principale. Si segnalano, tra gli altri, una tavola rotonda dedicata alla traduzione di Flaubert e un incontro in cui i già citati Vincenzo Barca e Dominique Nédellec hanno dialogato con i loro autori, rispettivamente Ronaldo Wrobel (Traducendo Hannah, Giuntina) e Michel Laub (di cui per Feltrinelli è in uscita Diario della caduta).

Molto interessante, infine, la Flip Zona, rivolta in particolare ai giovani, in cui diversi incontri sono stati dedicati al cinema, al fumetto, al design ma anche alla scuola pubblica in Brasile e al diritto alla lettura, e la Flipinha, ossia la festa della lettura dedicata ai bambini.

Appuntamento al 2014, quando la FLIP si terrà in agosto, per adattarsi al calendario dei Mondiali di calcio che l’anno prossimo si svolgeranno appunto in Brasile.





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