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CREATe, copyright e tecnologia


Posted on marzo 28th, by Risguardi in Digitale, Fiere. No Comments

Un nuovo centro di ricerca dedicato allo studio dell’evoluzione del concetto di copyright e dell’esigenza di nuovi modelli d’impresa nell’era digitale è stato inaugurato dall’Arts & Humanities Research Council (AHRC) a Glasgow il 31 gennaio 2014.

Il centro, denominato CREATe (Centre for Creativity, Regulation, Enterprise and Technology), riunisce esperti provenienti da sette note università britanniche, cui sarà affidato il compito di analizzare le nuove sfide che governi, imprese e creativi si troveranno ad affrontare in un mondo sempre più orientato al digitale.

In un arco di tempo di quattro anni, saranno varati 40 progetti CREATe sull’intersezione tra cultura, economia e tecnologia allo scopo di produrre analisi e studi di settore utili allo sviluppo di nuovi quadri normativi. La ricerca avrà un ruolo importante anche nel dibattito sulla nascita di nuove tipologie di servizi. I progetti, supervisionati da esperti in diritto, finanza, economia, tecnologia, psicologia e analisi culturale, saranno finanziati grazie a un investimento di 5ml di sterline dei Research Council britannici. Un ulteriore stanziamento di 1,7ml di sterline dell’Università di Glasgow servirà a coprire nuovi posti di ricercatore, con l’obiettivo di attestare CREATe quale centro di ricerca d’eccellenza a livello internazionale.

Tra i diversi temi allo studio, di particolare interesse il progetto curato dalla Goldsmith University, Whose Book is it anyway?, che affronta il rapporto tra proprietà intellettuale, nuovi modelli collaborativi d’impresa, etica e creatività nell’editoria digitale.

“L’ampliamento di accesso alle tecnologie digitali cui si è assistito negli ultimi anni ha offerto enormi opportunità per il settore creativo britannico, che attualmente vanta un fatturato annuo di circa 60mld di sterline, pari al 6% dell’economia nazionale. Il crescente orientamento verso i contenuti digitali ha reso ancora più cruciale la questione del diritto d’autore” è quanto ha dichiarato il prof. Martin Kretschmer, direttore di CREATe.

Studiando il modo in cui la tecnologia sta contribuendo alla ridefinizione delle priorità nel rapporto tra scrittori e lettori, editori e sviluppatori di software, il progetto della Goldsmith University, la cui conclusione è prevista per settembre 2016, intende analizzare l’uso della tecnologia in relazione ai modelli d’impresa emergenti, le potenzialità di trasformazione dei testi analogici in digitali e la risposta degli autori alle nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione.

Il progetto prevede, inoltre, un seminario nell’ambito dell’imminente London Book Fair (8-10 aprile 2014), che tenterà di rispondere a un altro interrogativo non meno significativo: How will Writers Eat? The Debate about Copyright and Writing in the Digital Age (8 aprile, ore 16, Thames Room EC1). I relatori discuteranno del ruolo — positivo, negativo o neutro che sia — che il diritto d’autore riveste nel settore creativo e imprenditoriale. Tra gli argomenti affrontati nell’incontro: le possibili conseguenze per autori ed editori derivanti dal mantenimento o dalla dissoluzione del quadro normativo vigente; il ruolo della tecnologia in rapporto alla creatività e ai nuovi modelli d’impresa collaborativi; il problema dell’attribuzione e del compenso nelle opere collettive; la sfida di pubblicare in un mercato globalizzato in cui la proprietà intellettuale è soggetta a normative diverse da Paese a Paese; il valore aggiunto, come il valore artistico e morale, da tenere in considerazione unitamente al valore economico e legale e, in ultimo, la possibilità di trovare un punto d’incontro tra le opposte posizioni su un argomento “esplosivo” quale il diritto d’autore.

CREATe è finanziato dall’Arts & Humanities Research Council (AHRC), dall’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC) e dall’Economic and Social Research Council (ESRC). Il consorzio accademico, guidato dalla University of Glasgow, è composto dalla University of Edinburgh, University of Strathclyde, University of St Andrews, University of Nottingham’s Digital Economy Hub (Horizon), University of East Anglia (UEA), Goldsmiths University of London ed è collegato a circa 80 partner dell’industria creativa.





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