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Entropía, Argentina


Posted on settembre 6th, by Risguardi in Case editrici. No Comments

Entropia: grandezza che misura il disordine in un sistema fisico.
Nata a Buenos Aires nel 2004, in un momento di grande fermento e rinnovamento del sistema letterario argentino, la casa editrice Entropía ha scelto sin da subito di misurarsi con il “caos” delle nuove proposte, cogliendone gli aspetti di novità per valorizzarli.

La scommessa dei quattro soci fondatori – Valeria Castro, Sebastián Martinez Danieli, Gonzalo Castro e Juan Manuel Nadalini – è stata quella di avvicinarsi ad autori nazionali assolutamente esordienti o ancora poco noti e di trovare “divergenze ragionate e coincidenze intuitive” per arrivare di comune accordo a scegliere un manoscritto e a rischiare di farne un libro commerciabile.

Come spesso accade per progetti editoriali di nuova creazione, in cui ciascun componente del gruppo porta i suoi gusti e le sue letture, il catalogo, e quindi la cosiddetta linea editoriale, non ha preso forma sin dall’inizio. Si è andato piuttosto definendo man mano che alcune tendenze si sono affermate e che le risposte del pubblico e della critica hanno premiato questo o quell’indirizzo.

Scorrendo i titoli di Entropía si ha perciò la sensazione – più che del caos – del dinamismo dei suoi editori che, pur ribadendo un’attenta propensione alla novità, non si imbrigliano in criteri rigidi e non hanno timore di aprirsi a scelte in apparenza molto contrastanti.

Due antologie, una di teatro scritto da donne (Dramaturgias, 2008) e una di racconti (Buenos Aires/Escala 1:1, 2007) sono riuscite a presentare autori che, poco o pochissimo noti all’epoca, hanno, nel corso degli anni, mantenuto le loro promesse, avvalorando così anche le qualità di scouting degli “entropici”. Vi troviamo i nomi di Lola Arias, di Oliverio Coelho, di Washington Cucurto, di Leonardo Oyola, di Iosi Havilio, di Romina Paula, di Félix Bruzzone, di Hernán Vanoli.

Si tratta di giovani che, a diversi livelli e con esiti diversi, hanno proseguito la loro carriera di scrittori, affermandosi tra le voci più importanti della nuova letteratura argentina e guadagnandosi traduzioni e riconoscimenti anche fuori dei confini nazionali.  Alcuni hanno dato il grande salto verso marchi editoriali più grandi e distribuiti internazionalmente. O hanno trovato ospitalità presso case editrici spagnole con il risultato di una maggiore visibilità verso i mercati europei. È il caso, per esempio, di due autori tradotti anche in italiano: Iosi Havilio (Opendoor, Caravan, Roma 2011, trad. di V. Barca) e Romina Paula (Agosto, La Nuova Frontiera, Roma 2014, trad. di V. Colonnelli), nonché di Bruzzone, di Oyola e di altri.

Nella collana dedicata al romanzo, alcuni di questi scrittori si ripresentano individualmente accanto ad altri accolti con molto favore dalla critica. Pola Oloixarac, ad esempio, con il suo Las teorias salvajes (Le teorie selvagge, Dalai, Milano 2012, trad.di A. Taroni) riporta alla luce il romanzo filosofico giocando con i tomi della nuova enciclopedia di Google. Leandro Ávalos Blacha, con il suo curioso Berazachussetts, riflette sul rapporto tra letteratura e società descrivendo con distorsione ironica il grottesco quotidiano della periferia bonaerense. In linea con i precedenti per l’audacia della trama e la freschezza dello stile, La comemadre, di Roque Larraquy indaga su due ossessioni, una scientifica e una estetico-artistica, portate a paradossali conseguenze.

Accanto alla collana principale, piccoli scaffali dedicati a predilezioni personali, come la nicchia destinata al teatro e alla corrispondenza di un grande argentino del Novecento, Manuel Puig, quella chiamata “Apostillas” in cui trova posto, tra l’altro, Conquista de lo inútil, il diario tenuto dal regista Werner Herzog durante le riprese del film Fitzcarraldo e un piccolo scaffale di critica letteraria tra i cui volumi spicca El tesoro de la lengua. Una historia latinoamericana del yo, di Ariel Schettini, un omaggio alla grande poesia ispanoamericana.

Per finire, una collezione di racconti tra i quali Modo linterna, di Sergio Chejfec. Da tradurre assolutamente.

Sito della casa editrice: www.editorialentropia.com.ar 





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