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Frankfurt Buchmesse 2014


Posted on ottobre 24th, by Risguardi in Digitale, Editoria, Fiere. No Comments

La 66a edizione della Fiera di Francoforte, tenutasi dall’8 al 12 ottobre 2014, pur registrando un calo nel numero delle presenze — 142.921 visitatori professionisti, circa il 2% in meno rispetto all’edizione 2013, e 269.534 visitatori complessivi, con una flessione di quasi il 2,2% —, è stata accolta con immutato entusiasmo dai professionisti del settore. Particolarmente animato il centro dedicato agli agenti letterari e anche i relatori che hanno affollato il ricco programma di incontri professionali hanno espresso ottimismo sul futuro dell’editoria e sulla sua capacità di “svoltare l’angolo”.

Nel suo discorso di apertura della fiera, Brian Murray della HarperCollins ha parlato di una “nuova era di sperimentazione” che ha già fruttato risultati positivi per gli editori. “Nel settore digitale, ogni volta che si avvia una collaborazione con un nuovo partner o si elabora una nuova offerta si aprono nuove opportunità per il merchandising. Anche se lo spazio per il marketing all’interno delle librerie tradizionali si è ridotto, ogni volta che si introduce un modello digitale originale o un nuovo partner per la distribuzione si creano nuove opportunità di promozione. Bisogna essere all’avanguardia, sperimentare le cose.”

Lo scambio dei diritti resta, naturalmente, la linfa vitale della fiera e quest’anno non ha fatto eccezione, con un record di presenze tra gli agenti letterari: 308 agenzie provenienti da 33 paesi, con gli Stati Uniti nella parte del leone (72 agenzie), seguiti da Gran Bretagna (59) e Germania (44). Presenti, inoltre, per la prima volta 25 nuove agenzie provenienti da Bulgaria, Cile e Italia. Parlando delle prospettive degli agenti, Gordon Wise della Curtis Brown, vicepresidente della UK Association of Authors’ Agents (AAA), ha sottolineato la difficoltà di raggiungere una platea di consumatori sempre più articolata in un mercato sempre più competitivo e la necessità di non dare nulla per scontato, soprattutto per quanto riguarda i professionisti indipendenti, che per emergere devono imparare a evidenziare il proprio valore aggiunto. Sam Edenborough della ILA-Intercontinental Literary Agency, presidente della AAA, ha posto l’accento sul vantaggio per gli scrittori di affidare agli agenti la negoziazione dei diritti di traduzione, ottenendo così il doppio beneficio di un rapporto più diretto con gli editori stranieri e di un margine di ricavo più ampio.

L’edizione 2014 segna in qualche modo la fine di un’era per la Buchmesse, che subirà una sostanziale riorganizzazione nel 2015. Tra i numerosi cambiamenti previsti anche il trasferimento degli editori di lingua inglese dalla tradizionale Hall 8 alla più centrale Hall 6. Come spiega Juergen Boos, direttore della fiera, si tratta di un passo importante: storicamente, gli editori di lingua inglese sono sempre stati dei “venditori di diritti” ed erano gli editori stranieri a recarsi da loro. Con la globalizzazione dell’industria le relazioni sono cambiate. La nuova disposizione riflette un concetto sempre più internazionale dell’editoria e lo scopo è di fare sì che il visitatore possa passare più rapidamente da un Paese all’altro, che si tratti di editori americani, inglesi, asiatici, sudamericani o europei. Le prime reazioni a una proposta di cambiamento già nell’aria da qualche anno sono state molto positive. “L’unico rammarico è non averlo fatto prima”, ammette Boos.

In attesa del nuovo assetto, la fiera ha presentato due novità importanti: il ConTec, convegno a tema digitale, e il Frankfurt Business Club, spazio dedicato a meeting e negoziazioni con benefici extra per i partecipanti. “Ci sono molti visitatori provenienti da aziende tecnologiche e produttori di hardware interessati a esplorare nuove opportunità che non hanno bisogno di uno stand in fiera, ma semplicemente di essere trovati. Questo è lo scopo del Business Club”, spiega ancora Boos.

Un altro segnale di interesse per i nuovi scenari editoriali è stata la giornata di incontri dedicata al self-publishing all’interno del programma di Publishing Perspectives, tema al quale la fiera dedicherà sempre più attenzione nelle prossime edizioni. Parlando delle tendenze generali nel self-publishing, Ed Nawotka, fondatore di Publishing Perspectives, ha sottolineato come l’autopubblicazione, un tempo unica opzione per gli scrittori che non riuscivano a trovare un editore, sia diventata sempre più una scelta ponderata, anche da parte di autori già pubblicati tradizionalmente. I due mercati si stanno in qualche modo “fondendo”: gli autori possono scegliere di pubblicare in proprio opere brevi o scritti inediti appartenenti agli inizi della loro carriera, i lettori sono liberi di scegliere anche in base al prezzo più contenuto. Sul dibattuto tema del prezzo dei libri è intervenuto anche Paulo Coelho in una seguitissima conversazione con Boos, parlando della scelta di ridurre il prezzo dei propri e-book a scopo promozionale, decisione rivelatasi vincente in termini di profitti. Il futuro dell’editoria, secondo l’autore brasiliano, risiederà nella capacità degli editori di rinunciare all’avidità e aprirsi al nuovo.

E probabilmente è proprio questa curiosità per la sperimentazione e il cambiamento, da parte degli editori come degli organizzatori della fiera, il filo conduttore dell’edizione 2014 della Buchmesse. “Sappiamo che il digitale, la stampa e Amazon continueranno a esistere” sono ancora le parole di Boos. “Ma non è la fine del mondo. Il cambiamento non ci fa paura.”

Fonte: Publishers Weekly





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