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Import/Export diritti 2016


Posted on dicembre 10th, by Risguardi in Editoria, Fiere. Commenti disabilitati

Nell’ambito del programma professionale di Più Libri Più Liberi 2016, l’incontro “Vendere e comprare diritti. Quando le fiere cambiano la geografia” ha presentato un quadro dell’andamento dell’import ed export editoriale nel 2016.

La vendita  dei diritti all’estero segna un +5,9%, pari a 6.229 opere cui vanno aggiunte 1.075 coedizioni, confermando la capacità degli editori italiani di proporre efficacemente il proprio catalogo sui mercati stranieri.

Cresce del 13,5% la vendita all’estero di opere per bambini e ragazzi, passando in dieci anni dal 28,8% al 37,9% e confermandosi la punta di diamante dell’export italiano. Balzo in avanti anche per la narrativa italiana, dal 17,7% del 2007 all’attuale 35,4%, con un orientamento sempre più deciso verso la narrativa di genere e una pluralità di voci e scritture molto più evidente rispetto al passato.

Alla crescita dell’export corrisponde un calo del 4,8% nei titoli acquistati e, di conseguenza, nelle traduzioni. A fare la parte del leone nell’acquisto dei diritti è la narrativa (34,8%), seguita, quasi a pari merito, dalla letteratura per bambini e ragazzi (17,7%) e dalla saggistica (17%). Un fenomeno interessante è la crescita delle coedizioni realizzate con editori stranieri, soprattutto nel segmento ragazzi (57,7%) e illustrati (11,5%).

Si amplia il mercato estero per la vendita dei titoli italiani: non più solo Europa, ma anche area del Pacifico (dallo 0,3% del 2007 al 2,2%), Medio Oriente (dall’1,5% al 4,3%) e Paesi africani (solo 0,3%, ma il segnale di una tendenza in atto).
I titoli stranieri provengono soprattutto dall’Europa (54,4%) e dal Nord America (28,5%). Boom della letteratura asiatica (dall’1,3% del 2007 al 13%) e una crescita più modesta per l’import dall’Area del Pacifico (dallo 0,3% allo 0,8%) e dal Medio Oriente (dallo 0,5% allo 0,9%). Anche per l’acquisto dei diritti si segnala la new entry dei Paesi africani (0,1%), inesistenti nel 2007.

Nel periodo 2014-16, i piccoli editori hanno acquistato di più (45,9% sulle transazioni complessive) e hanno venduto di meno (15,3%), tuttavia, pur in presenza di cataloghi limitati e di costi di transazione maggiori, la loro capacità di vendita nel 2016 è salita del 14% rispetto al 4% delle altre case editrici.

Come è facile immaginare, le fiere editoriali svolgono un ruolo chiave nella compravendita dei diritti. “Chi non mostra non vende”, dice la saggezza popolare, ed è a queste fondamentali opportunità di incontro e crescita industriale che Più Libri Più Liberi ha dedicato l’incontro professionale “Fiere e Saloni del libro in Europa. Editoria con Salone”. Nel corso dell’evento, Holger Volland per la Frankfurter Buchmesse, Henrique Mota per la Feira do Livro de Lisboa e Antonio Monaco per Più Libri Più Liberi hanno illustrato le peculiarità delle rispettive manifestazioni: dai rapporti sempre più stretti con i produttori di contenuti in altri media, agli Hot Spots per avvicinare le tech companies agli editori, alla valorizzazione delle figure professionali della filiera editoriale attraverso un programma di aggiornamento professionale mirato.

Per promuovere le principali fiere editoriali europee e fornire ai professionisti dell’editoria cifre e statistiche sul settore, il network Aldus ha realizzato la pubblicazione European Book Fairs. Facts and Figures.

Slide con i dati dell’incontro sui diritti

Fonte: Giornale della Libreria, articoli di
Giovanni Peresson (AIE) e Camilla Pezzoli





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