Benvenuti nel sito di Risguardi

André de Leones

André de Leones
ANDRÉ DE LEONES
Brasile

Dentes Negros
Editora Rocco, Rio de Janeiro, 2011, 144 p.

Leggi il primo capitolo dell’opera in traduzione italiana
Scheda bio-bibliografica dell’autore

Dentes Negros su Pinterest


 FINANZIAMENTI ALLA TRADUZIONE  Disponibile vasto programma di sostegno alla traduzione e promozione di autori brasiliani a cura della Fundação Biblioteca Nacional.


André de Leones trasforma il Brasile nello scenario di una fantascienza apocalittica.
Correio Braziliense

Leones è conciso: i dialoghi non nascono per rendere la narrazione più dinamica. Tutto è pieno di significato.
A Gazeta

SCHEDA DI LETTURA DELL’OPERA

Dentes negros è un romanzo breve ambientato in un Brasile post-apocalittico, in cui parte della popolazione è stata spazzata via da un’epidemia misteriosa e fatale. La regione del Centro-Ovest, particolarmente colpita, è diventata “un deserto nel cuore del paese”. I morti presentavano tutti una caratteristica comune: le arcate dentarie completamente annerite.

Il romanzo è diviso in tre blocchi narrativi, denominati rispettivamente Ossa, Corpi e Spiriti.

Nel primo, Hugo e Renata, due giovani impiegati in un’emittente televisiva, si incontrano al tavolo di un bar di São Paulo. Un incontro banale da cui nasce una relazione nella quale i ragazzi cercano di superare le reciproche angosce per le perdite subite e di rimettere insieme i frammenti di una memoria sbarrata. Possono dirsi davvero salvi o il vaccino che i sopravvissuti hanno ricevuto impedisce solo la comparsa dei sintomi esteriori della malattia? Una malattia che è invece dentro di loro e lentamente li avvelena, come sostiene Renata.

Nel secondo blocco l’osservatorio dell’Autore si sposta in una delle aree militarizzate, tramite le quali, subito dopo la catastrofe, si è cercato di fornire assistenza e di assicurare l’ordine, fronteggiando le scorrerie delle bande di delinquenti nate nel caos. Giovani allo sbando, costituitisi in gang improvvisate e capaci di violenze efferate per vincere il loro stesso panico.

In questa base il giovane soldato Alexandre assiste all’arrivo dell’auto guidata da Hugo. Lui e Renata sono stati assaliti da una banda mentre cercavano di raggiungere la zona del Disastro per ritrovare una cugina del giovane, anch’essa sopravvissuta. Renata giace senza vita accanto a Hugo, che morirà pochi giorni dopo nel campo.

Nel terzo blocco sarà Alexandre a compiere fino in fondo il viaggio di ritorno programmato da Hugo verso il Goiás, la sua terra d’origine e a ritrovare Ana Maria, l’unica superstite della sua famiglia. Per quale motivo qualcuno è sopravvissuto mentre il suo vicino se n’è andato per sempre? C’è un disegno in questo incomprensibile arbitrio? Se non sei morto, pur vivendo come uno zombie, qual è la missione a cui sei stato destinato?

Tra le diverse chiavi di lettura del romanzo, c’è quella che gioca sottilmente con le reciproche immagini – e gli stereotipi – che, in un paese-continente delle dimensioni del Brasile, gli abitanti delle diverse regioni hanno gli uni degli altri, esplorando soprattutto la relazione fra centro (S. Paulo, qui nel romanzo) e periferia (l’Autore stesso è originario del Goiás). Regioni che, dalle grandi metropoli, appaiono così remote e marginali da poter scomparire dalla carta geografica anche senza l’intervento di un Disastro di questa portata.

Accompagnano il testo le fotografie in bianco e nero di Lívia Ramirez che, ritraendo squarci di paesaggi deserti e anonimi, abitati solo da oggetti abbandonati, aggiungono una paradossale nota documentale al racconto di una catastrofe.

 

 Se interessati all’opera, contattare info@risguardi.it