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John Philip Riffice

John Riffice, author of Waiting for Pops
JOHN PHILIP RIFFICE

USA

Waiting for Pops: A Journey from Boy to Man
INDI Publishing Group, 2010, 342 p.

Leggi il primo capitolo dell’opera in traduzione italiana
Scheda biobibliografica dell’autore
Waiting for Pops su Pinterest

Una storia di violenza domestica, ma anche di amore, amicizia e crescita personale. Un libro da non perdere per chiunque ami la buona letteratura.
Ann Kempner Fisher, Literary Editor

John Riffice è un romanziere nato, con una grande padronanza nell’uso delle sfumature comiche e una straordinaria capacità di caratterizzazione psicologica.
Bill Zehme, autore del NY Times bestseller The Way you Wear your Hat

SCHEDA DI LETTURA DELL’OPERA

La Chicago degli anni 50 e la storia tormentata di un’infanzia in una famiglia segnata dall’alcolismo rivisitate attraverso gli occhi della memoria. Dopo l’improvvisa scomparsa dell’adorato padre, il piccolo Johnny Ryba assiste impotente alla lenta discesa della madre nel baratro della depressione e dell’alcolismo, cercando di proteggere se stesso e la sorellina autistica Rosie dai sempre più frequenti accessi di violenza della donna. Sconvolta nel privato da un dramma familiare vissuto con vergogna e tenuto gelosamente segreto, la vita di Johnny scorre all’esterno in una fragile parvenza di normalità scandita dai tradizionali riti di passaggio dell’adolescenza: il primo bacio, il ballo scolastico, l’iscrizione al college, la fine del primo amore. Solo una volta raggiunta la maturità, dopo il ricovero definitivo della sorella in un istituto e la morte della madre, fino ad allora considerata la fonte di tutte le disgrazie, Johnny scoprirà l’autentica natura dei suoi rapporti familiari; una verità a lungo nascosta che lo costringerà ad affrontare di nuovo i fantasmi del passato e a rivedere completamente i propri sentimenti nei confronti dei genitori.

Narrata in un alternarsi di voce tra il Johnny bambino e il Johnny adulto, la storia, malgrado il crudo realismo dei temi affrontati, è percorsa dall’inizio alla fine da un profondo sentimento di positività e di speranza. Gli abusi subiti fin dall’infanzia per mano della madre alcolizzata non intaccano la capacità del protagonista di guardare con fiducia lontano, di amare con tutto se stesso e di trovare proprio negli affetti il filo d’Arianna per uscire dal baratro. Particolarmente toccante, senza tuttavia scadere nel facile sentimentalismo, la descrizione dell’intenso legame che lo lega alla sorellina autistica Rosie, tra le figure più credibili e riuscite del romanzo, grazie anche all’esperienza acquisita dall’autore in anni di insegnamento ai bambini con bisogni educativi speciali. Ugualmente toccante il rapporto con la figura idealizzata del padre — il Pops del titolo, che Johnny aspetta invano nel ricordo struggente di piccoli gesti e riti quotidiani — destinato tuttavia a ribaltarsi nell’imprevisto finale.

Molto godibile l’ambientazione d’epoca, un quartiere operaio della Chicago anni 50, con la sua eterogenea galleria di personaggi, caratterizzati con poche felici pennellate, che sembrano appena usciti da una serie televisiva vintage. Un romanzo di formazione intenso, ma non opprimente, sostenuto da una scrittura scorrevole, che offre al lettore una chiave per riflettere sulle risorse profonde cui possiamo attingere nei momenti di crisi e sulla capacità della vita di sbaragliare nel momento più inaspettato le nostre convinzioni, costringendoci a rivedere i nostri giudizi.

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