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Roberto Taddei

Roberto Taddei, Brasile
ROBERTO TADDEI

Brasile

Terminália
Editora Prumo, São Paulo, 2013, 160 p.

Leggi un capitolo dell’opera in traduzione italiana

Scheda biobibliografica dell’autore

 FINANZIAMENTI ALLA TRADUZIONE  Disponibile vasto programma di sostegno alla traduzione e promozione di autori brasiliani a cura della Fundação Biblioteca Nacional.

Il romanzo di Taddei scompiglia le frontiere e discute sui loro significati.
Folha de S. Paulo

Più che un ritratto dell’occupazione, storicamente crudele, dell’Amazzonia, l’opera mostra in che modo l’uomo sa impadronirsi del mondo solo  attraverso i confini che vede, o pensa di vedere.
Jornal do Comércio

SCHEDA DI LETTURA DELL’OPERA

Due uomini si incontrano in un viaggio in canoa lungo il fiume Oiapoque, all’estremo nord del Brasile: sono un giornalista da oltre vent’anni espatriato a New York e un reporter che, insieme al suo cameraman indigeno, sta girando un servizio sull’Amazzonia. Nella conversazione tra i due prende forma la storia di un triangolo amoroso che ben presto diventa l’asse centrale del romanzo.

Clevelândia do Norte, dove la vicenda riportata si svolge, è un paesino sperduto al confine con la Guyana Francese, usato come avamposto dell’esercito brasiliano. Un lembo estremo dello sconfinato territorio brasiliano, in piena foresta amazzonica, al di là del quale c’è la piccola Guyana, dipartimento d’oltremare della Repubblica francese, territorio della Comunità Europea a tutti gli effetti. Dal lato francese, la frontiera è presidiata da cinquanta ufficiali della Legione straniera, di stanza a Saint-Georges. È a Clevelândia che arriva Marcelo, un giovane ufficiale, con la bella moglie Elena, di ascendenza indigena, e i due figli, Moreno e Maiara. Non è facile per la raffinata Elena vivere in quel posto dimenticato, ma servire in una zona così disagiata è un’utile scorciatoia per la carriera del marito.

Durante i preparativi per un’esercitazione militare congiunta tra i soldati delle due guarnigioni, Elena incontra Pierre, il maggiore francese della Legione di stanza in Guyana. È il classico colpo di fulmine. Di lì a poco, la donna passa la frontiera portando con sé i figli, per andare a vivere con l’amante francese.

La reazione di Marcelo confonde la ferita personale con l’offesa alla nazione: il militare medita di invadere la Guyana e di riprendersi la propria famiglia. Ma la politica di uno Stato ignora le umiliazioni degli individui. Brasile e Francia stanno preparando uno storico incontro fra i due Presidenti, che dovrà suggellare un accordo per la costruzione di un ponte tra le due sponde del fiume Oiapoque. Il colloquio tra Sarkozy e Lula, effettivamente avvenuto in Guyana nel febbraio 2008, sfiora anche la questione delle minacce di Marcelo, che, a questo punto, deve essere messo a tacere.

Mentre Moreno, il figlio maggiore, scappa dalla sua nuova casa per ricongiungersi con il padre, quest’ultimo, ormai alle corde, decide di farsi giustizia da solo. Si introduce clandestinamente al di là della frontiera e uccide Pierre, occultandone il corpo. Ma, nel momento in cui rivede, non visto, la moglie, si accorge che è in avanzato stato di gravidanza. Confuso, pentito, Marcelo riattraversa la foresta e torna in Brasile.

Questi i fatti riferiti. Ma è andata veramente così la vicenda? E che ne è stato del corpo di Pierre? E di Elena e del figlio? Di Marcelo e Moreno? Uno dei due giornalisti, dopo la fine del viaggio, vorrà indagare sulla veridicità della storia e sul suo epilogo. Ma sembra che la foresta si sia richiusa sui suoi segreti, gettando un’ombra di ambiguità su ogni finale possibile.

Un romanzo sulle libertà personali, sulle ragioni individuali a confronto con la ragione di stato, che riesplora un mito non solo brasiliano: quello dell’Amazzonia, polmone del mondo ma anche “inferno verde” in grado di alimentare i più cupi deliri.

 Se interessati all’opera, contattare info@risguardi.it